Tutte le sentenze

La presente sezione raccoglie alcune massime giurisprudenziali, in liti in cui è stato parte il nostro studio legale, considerate di particolare interesse. In ogni massima le parti virgolettate riguardano estratti di sentenza, mentre per la parte restante trattasi di commento redazionale.

Trib. Urbino Ordinanza 16/12/2009 - Pres. Est. Pascolini

appalto di opere pubbliche e atp

16/12/2009 Il Comune di x appalta alla soc. y l’esecuzione di opere edili. Successivamente il Comune si avvale della facoltà di rescindere il contratto e richiede la restituzione del cantiere. La soc. y rifiuta la restituzione e promuove accertamento tecnico preventivo cui resiste il Comune di x. Il Giudice ha ritenuto inammissibile il ricorso. Questa la motivazione: “Ritenuto che le quantità e l’importo dei lavori eseguiti possono essere determinati, nel contraddittorio delle parti, in sede di riconsegna dei lavori; rilevato altresì che le riserve dell’impresa concernono sostanzialmente questioni giuridiche (imputabilità o meno al comune appaltante delle sospensioni nei lavori); ritenuto pertanto che il richiesto ATP da un alto si sovrapporrebbe al procedimento previsto dalla legge e dall’altro risulterebbe sostanzialmente inutile. P.Q.M. Dichiara inammissibile l’ATP “.

Tribunale di Urbino - Ordinanza 13/12/2009 – EST. DE LEONE

Integrazione del contradittorio - termine per comparire

13/12/2009 Il Giudice sull’eccezione di estinzione del giudizio per mancata integrazione del contradditorio nel termine perentorio concesso ha rilevato che: “ - sul punto la Giurisprudenza (Cass. Civ. Sez. I, 20/02/2002 n. 2431, Cass. Civ. Sez. 2, 13/02/1999 n. 1206) ha stabilito il principio secondo il quale la parte, che, in ottemperanza all’ordine del giudice di integrare il contradditorio con il litisconsorte necessario, cita il terzo, deve, a pena di estinzione del giudizio, rispettare il termine previsto dall’art. 163 bis c.p.c., senza che rilevino, in senso impeditivo della sussistenza di quest’onere, né la mancata indicazione nell’ordinanza del termine per la notificazione, né la circostanza che la data dell’udienza di comparizione sia fissata a data più breve del termine dilatorio per comparire, sempre che detto termine non sia inferiore ad un mese o superiore a sei mesi rispetto alla data del provvedimento di integrazione giusta il disposto dell’art. 307 comma terzo,...

TRIBUNALE DI PESARO, SENT. N. 688 – EST. ACCOTI (G.O.T.)

AZIENDA ALBERGHIERA – AFFITTO D’AZIENDA O LOCAZIONE DI IMMOBILE – DIFFERENZE

22/10/2009 Con ricorso ex art. 447-bis c.p.c. la società X, quale proprietaria dell’azienda alberghiera α concessa in affitto d’azienda alla società Y, chiedeva dichiararsi cessato il contratto per scadenza naturale del termine ivi concordemente indicato, non prorogato, essendo esclusa la tacita riconduzione, riservandosi di agire in separato giudizio per il risarcimento dei danni cagionati dal ritardato rilascio dell’azienda de quo, nonché statuirsi l’obbligo della resistente di riconsegnare l’azienda previa redazione di inventario, nonché condannare la società Y al ripristino, a cure e spese di quest’ultima, dell’immobile, con rimozione delle addizioni non autorizzate dalla ricorrente. Si costituiva la resistente, chiedendo la totale reiezione delle avverse pretese, in via riconvenzionale accertarsi che il contratto intervenuto tra X ed Y fosse contratto di locazione di immobile con destinazione alberghiera, regolato dall’art.27 comma 3 L. 392/78 e successive modificazioni...

Trib. Pesaro -- Sent. n. 683 -- Pres. Perfetti Est. Nitri

Responsabilità Civile -- Maestro di Tennis

21/10/2009 “Con atto di citazione F e L quali genitori esercenti la potestà parentale sul figlio minore N convenivano in giudizio innanzi a questo Tribunale B, quale legale rappresentante pro-tempore del Circolo, nonché M e M, quali genitori esercenti la potestà parentale sul figlio minore V, per sentirli condannare in via solidale e/o alternativa tra loro, al risarcimento di tutti i danni riportati dal minore N in conseguenza del colpo di racchetta dal medesimo ricevuto sulla bocca ad opera del minore V, durante una lezione di tennis presso i locali del suddetto Circolo convenuto. Quest’ultimo e B costituitisi in giudizio, contestavano la domanda attrice di cui domandavano il rigetto siccome infondata. Si costituivano in giudizio anche i convenuti M e M instando per il rigetto delle domande formulate nei loro confronti, eccependo l’esclusiva responsabilità dell’istruttore e del Circolo, da cui, in caso di condanna, chiedevano di essere manlevati”…. Il Tribunale ha ritenuto i...

Tar Marche Sent. n. 930/09 Pres. Passanisi - Est. Capitanio

Piano classificazione acustica; variante urbanistica ex. D.P. R. 447/1998

30/09/2009 I ricorrenti costituiti in comitato di residenti nell’area, agivano per l’annullamento della deliberazione del Consiglio Comunale di x recante approvazione del Piano di classificazione acustica, ai sensi della L. n. 447/1995 e della L.R. n. 28/2001, nonché della deliberazione recante approvazione della variante urbanistica al vigente programma di fabbricazione ex DPR n. 447/1998, relativamente all’intervento richiesto dalla ditta controinteressata Y. Veniva lamentato, che il Comune approvava contestualmente i citati provvedimenti al solo fine di consentire l’insediamento produttivo alla ditta Y, altrimenti precluso dalle disposizioni in materia di classificazione acustica del territorio comunale (sviamento di potere), visto che la località in questione è soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.M. 31/7/1985 e che la stessa ricade nell’ambito di una Z.P.S., al cui interno è altresì stato individuata S.I.C. (presenza di un habitat naturale prioritario, del quale è...

Tar.Marche Sent. 922/2009 - Pres. Est. Daniele

Avviso di demolizione - Omessa notificazione

30/09/2009 Veniva contestata al ricorrente x la difformità di esecuzione dell’ampliamento dell’abitazione come oggetto di istanza ex art. 39 L. n. 724 /1994, rispetto a quello effettivamente realizzato ed accertato dalla P.A. Conseguentemente ordinato il ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione di tutte le opere realizzate in difformità e/o assenza di concessione e in difformità dalla richiesta di concessione in sanatoria. L’evidente difformità di quanto esistente rispetto a quanto dichiarato in sede di istanza di concessione in sanatoria comportava infatti secondo il Comune di z l’impossibilità di invocare – per dedurre l’illegittimità dell’ordine di ripristino dello stato dei luoghi e di demolizione delle opere realizzate in difformità – l’art. 26 della L. 28 febbraio 1985, n. 47 (all’epoca vigente), relativo alla realizzazione di opere interne, poichè tale norma postulava che le opere stesse non fossero in contrasto con gli strumenti urbanistici adottati...

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