Tutte le sentenze

La presente sezione raccoglie alcune massime giurisprudenziali, in liti in cui è stato parte il nostro studio legale, considerate di particolare interesse. In ogni massima le parti virgolettate riguardano estratti di sentenza, mentre per la parte restante trattasi di commento redazionale.

Trib. Sup. acque pubbliche, Sent. n. 121/2010, Pres. Paolini – Est. Lamberti.

21/04/2010 La società X presentava alla Provincia di Y varie domande di concessione di derivazione idrica per uso idroelettrico; alcune istanze venivano rigettate. La società interessata proponeva unico ricorso contro tali provvedimenti di diniego e avverso due delibere della Giunta provinciale, ovvero la delibera G.P. n. 384/2009, recante i primi criteri per l’istruttoria dei procedimenti inerenti la richiesta di nuove derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico, e la delibera G.P. n. 42/2009, riguardante i criteri per lo svolgimento dei procedimenti relativi alle richieste di nuove derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico, al fine di ottenerne l’annullamento. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche, dopo aver pregiudizialmente esaminato le eccezioni di rito proposte dalla Provincia di Y, respingendole integralmente, analizza il merito della questione. In primis, prende in considerazione le censure dirette avverso i provvedimenti n. 384/2008 e n. 42/2008, disattendendole integralmente....

Trib. Urbino sentenza 67/10 Pres. Est. Pascolini

Sanzione amministrativa – prescrizione – decorrenza

16/04/2010 “ Con ricorso depositato il 10/10/2008 X proponeva opposizione avverso l’ordinanza, notificata il 12/09/2008, con la quale la Regione gli aveva ingiunto nella sua qualità di legale rappresentante della soc. Z il pagamento di somma per sanzione amministrativa conseguente a violazione della normativa relativa alle caratteristiche delle acque di scarico depurate. L’opponente eccepiva il proprio difetto di legittimazione passiva, atteso che la soc. Z aveva affidato ad altra società la gestione del depuratore. Nel merito eccepiva la prescrizione e chiedeva annullarsi l’ordinanza-ingiunzione. La Regione si costituiva in giudizio e chiedeva respingersi l’opposizione”… …“ L’opposizione è risultata fondata, e deve pertanto essere accolta”… … “Sono infondate le eccezioni di difetto di legittimazione passiva dell’opponente. Come si evince dalla convenzione tra soc. Z e soc. B, quest’ultima società era tenuta ad effettuare i controlli della concentrazione...

Trib. Urbino – sez. lavoro - Sentenza 73/2010 - Est. Marrone

Indennità sostitutiva di preavviso - Cessione di azienda

06/04/2010 I ricorrenti, impiegati della società x, transitati direttamente e senza soluzione di continuità alle dipendenze di altra società del gruppo cui era stata trasferita l’azienda, adivano l’intestato Tribunale per veder loro riconosciuto l’accertamento del mancato rispetto del termine di preavviso di licenziamento da parte del datore di lavoro e la sua condanna al pagamento degli importi indicati, per ciascuno, oltre agli accessori di legge e vittoria di spese del giudizio. Sostenevano i ricorrenti che comunicato il licenziamento con missiva 23.4.2007 e avvenuto l’accordo tra le parti sindacali e il datore di lavoro in data 6.4.2007 che nulla aveva previsto in deroga alle disposizioni normative a loro tutela, gli stessi avevano diritto ad indennità sostitutiva di preavviso. Si costituiva la resistente deducendo di nulla dovere vero che: - i ricorrenti erano stati assunti nuovamente da altra società del gruppo cui era stata trasferita l’azienda a seguito di accordo raggiunto...

Cassazione Penale - Sez.III - Sent. n. 31412/2009 Pres. De Maio Rel. Amoresano

Ordinanza G.E. di rimessione in pristino- Accertamento di Compatibilità Ambientale - Effetti

18/03/2010 “1) Con ordinanza in data 24.2.2009 il G.E. del Tribunale di Pesaro ordinava la rimessione in pristino del fabbricato così come stabilito dalla sentenza n. 96 emessa in data 30.1.1998 dal Pretore di Pesaro, irrevocabile il 23.3.1998. Assumeva il G.E. che, pur essendo stato rilasciato accertamento di compatibilità paesaggistica (facendo così venir meno la sussistenza del reato ambientale), l’istanza di condono non era stata ancora definita e peraltro trattandosi di opere realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, non potevano essere sanate (neanche alla luce della L.R. Marche n. 11 del 27.5.2008 che prevede la non sanabilità nella ipotesi di inedificabilità assoluta dell’area). 2) Propone ricorso per cassazione “il Sig. X (proprietario dell’immobile)”… …. “Dopo una premessa in fatto, denuncia con il primo motivo la violazione di legge in relazione all’art. 1 comma 37 L. 308/2004, nonché la mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della...

CORTE DI APPELLO DI ANCONA – SENTENZA 420/10 PRES. EST. DE ROBERTIS

CAPO DI IMPUTAZIONE – PRINCIPIO DI CORRELAZIONE CON LA CONDANNA – VIOLAZIONE - NULLITA’ DEL GIUDIZIO

16/03/2010 La vicenda prende le mosse da un esposto denuncia dei liquidatori della X s.c.a.r.l. nominati a seguito della sottoposizione di tale cooperativa a procedura di liquidazione coatta amministrativa avendone il Tribunale di Pesaro dichiarato lo stato di insolvenza (nell’anno 1997). Con tale atto di deduceva sotto vari profili la cattiva gestione dimostrata dagli amministratori. Il Tribunale Penale di Pesaro, a seguito dibattimento, per quel che rileva ai fini della presente decisione, affermava la penale responsabilità degli appellanti Consiglieri di Amministrazione in ordine al reato di cui all’ art 223 c II n. 1 L. F. Contro tale sentenza proponevano appello gli imputati condannati. La Corte ha accolto l’appello degli imputati dichiarando la nullità della sentenza di primo grado. “Osserva la Corte che deve trovare accoglimento”… “l’appello proposto da alcuni degli imputati in relazione alla eccepita nullità della sentenza di primo grado ai sensi dell’art....

ORD. COLL. CORTE DI APPELLO DI ANCONA PRES. FORMICONI – EST. ERCOLI

RICORSO PER CASSAZIONE – INIBITORIA – PRESUPPOSTI – IMPOSIZIONE DI FIDEUSSIONE – RAGIONI

15/03/2010 “ Rilevato che la richiesta di sospensione della sentenza pronunciata in grado di appello, in pendenza del ricorso per Cassazione, può essere disposta, a norma dell’art. 373 c.p.c., qualora dall’esecuzione possa derivare grave ed irreparabile danno, all’esito di una valutazione che deve riguardare, sotto il profilo soggettivo, la sussistenza di una eccezionale sproporzione tra il vantaggio che può ricavare il creditore dall’esecuzione della decisione e il pregiudizio che ne deriva all’altra parte, tale da apparire superiore a quello che di norma consegue all’esecuzione forzata, e sotto quello oggettivo, la distruzione o la perdita delle qualità essenziali del bene sottoposto ad esecuzione forzata, ovvero in una situazione di pregiudizio irreversibile ed insuscettibile di restitutio in integrum nel caso che la sentenza venga poi cassata; che il potere riconosciuto al giudice di appello con riferimento alla sospensione della esecutività della sentenza impugnata con ricorso...

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