Tutte le sentenze

La presente sezione raccoglie alcune massime giurisprudenziali, in liti in cui è stato parte il nostro studio legale, considerate di particolare interesse. In ogni massima le parti virgolettate riguardano estratti di sentenza, mentre per la parte restante trattasi di commento redazionale.

Tribunale di Pesaro - Ord. - Est. Nitri

08/04/2013 Premesso che con ordinanza il G.I. aveva disposto la separazione delle domande, lo stesso giudice, su istanza di revoca ha statuito: … Premesso che tra la domanda risarcitoria di parte attrice e le domande di garanzia svolte dalla convenuta non sussiste litisconsorzio necessario né facoltativo (attingendo la loro legittimazione sostanziale in distinti rapporti giuridici) va rilevato che la domanda principale è stata proposta ai sensi dell’art. 702 bis cod. proc. civ. e, quindi, va definita sollecitamente, essendo del tutto istruita; peraltro l’art. 702 ter cod. proc. civ. pone al quarto comma un criterio – guida per giudice, imponendo la separazione della domanda riconvenzionale qualora questa richiesta attività istruttoria. Quindi va data precedenza assoluta alla domanda proposta ai sensi dell’art. 702 bis cod. proc. civ. … . … Peraltro la chiamata in causa da parte della terza assicurazione non ha interesse alcuno a porre la questione in esame, atteso che una sentenza...

Tribunale Ancona Sez. Lavoro sent. N. 210/2013 - Est. De Antoniis

Istanze ex lege 210/92 – competenza Ministero della Salute – Rivalutazione monetaria della I.I.S. - diritto - sussistenza

28/03/2013 …” Il ricorso è fondato e va accolto nei limiti e per le ragioni esposte. Occorre preliminarmente affrontare la questione relativa all’individuazione della legittimazione passiva a fronte della pretesa avanzata dalla ricorrente. Al riguardo, l’art. 7, comma 1, D. L.vo 112/1998 prevede che “i provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, determinano la decorrenza dell’esercizio da parte delle regioni e degli enti locali delle funzioni conferite ai sensi del presente decreto legislativo, contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative. Con la medesima decorrenza ha altresì efficacia l’abrogazione delle corrispondenti norme previste dal presente decreto legislativo”. Il successivo art. 123, in tema di contenzioso, dispone che “sono conservate allo Stato le funzioni in materia di ricorsi per la corresponsione degli indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di...

TRIBUNALE DI PESARO - Ord. Est. Baldi

Associazione – richiesta di soci di accedere ai nomi e indirizzi degli associati – ricorso ex art. 700 cpc - accoglimento

22/02/2013 Sulla domanda cautelare proposta da V ed altri contro l’Associazione X diretta ad accedere ai registri dei soci e ad ottenere copia di verbali di riunioni del Consiglio direttivo della locale Sezione, il Giudice così ha deciso: … “In via preliminare va respinta l’eccezione sollevata in udienza dai ricorrenti in ordine al difetto di ius postulandi in capo all’avv. M, procuratore dell’Associazione. Il documento prodotto in udienza a sostegno dell’eccezione, ossia la determinazione del Presidente nazionale, indica come termine di decorrenza del commissariamento della sezione quello del 1° febbraio 2013; la procura conferita in favore del predetto professionista dal Vice Presidente della sezione riporta, invece, la data del 31.01.2013, giorno precedente a quello del commissariamento, allorquando il Vice Presidente, quindi, era nella pienezza dei poteri conferitigli dallo Statuto. Circa il merito, in primo luogo va respinta l’eccezione sollevata dalla Associazione secondo...

Trib. di Pesaro - Ord. Coll. Pres. Est. Perfetti

Sequestro Giudiziario - indizi gravi e concordanti - quote societarie - concedibilità - intervento in sede di reclamo - inammissibilità

11/02/2013 Sul reclamo – omissis - avverso l’ordinanza con la quale il Giudice monocratico presso questo ufficio ha rigettato la domanda cautelare di sequestro giudiziario avanzata dagli odierni reclamanti in relazione alle quote della società X oggetto dell’atto di cessione tra M e V.”. – omissis- Ritenuta preliminarmente l’inammissibilità dell’intervento di L come sopra rappresentato, intervento che, ove ammissibile nel primo grado della fase cautelare, non lo è senz’altro in questa fase di reclamo alla quale debbono applicarsi, con i dovuti adattamenti, le regole generali del processo di impugnazione, tra le quali quelle ex art. 344 c.p.c., e non essendo stata nemmeno dedotta dall’interveniente la condizione eccezionale preveduta dalla suddetta norma. Ritenuto che il fumus boni juris del diritto che la parte reclamante ha azionato nei confronti dei convenuti sembra – all’esito della deliberazione necessariamente sommaria degli elementi (altrettanto ovviamente) indiziari...

Tribunale di Ancona, Seconda Sez. Civile - Est. Melucci

Erogazioni pubbliche- indebito 2033 c.c. - verifica contabile - chiusura rendicontazione - buona fede - insussistenza

05/02/2013 Il Tribunale ha ritenuto legittima la decisione della Regione di attivare la procedura di recupero di quanto indebitamente erogato (art. 2033 c.c.) a seguito di una verifica contabile successiva alla chiusura della fase di rendicontazione. A suffragio della tesi difensiva viene richiamata la buona fede del soggetto beneficiario. Sul punto è stato statuito “… … Vano è invocare in senso contrario il principio di buona fede, poiché il contenuto del contratto non lascia margini per una qualche interpretazione alternativa delle chiare clausole indicate, le cui dettagliate previsioni mirano evidentemente a garantire la corretta gestione del denaro pubblico ed a favorire i controlli degli organi competenti. … … e’ appena il caso di aggiungere che il principio di buona fede (artt. 1175, 1337, 1366, 1375 c.c.) non è invocabile da parte dell’accipiens per escludere il diritto di ripetizione del solvens, avendo rilievo in tema di indebito solo ai fini della decorrenza degli...

CORTE DI APPELLO DI ANCONA, sent. n. 722/2013, Pres. Castagnoli Est. Basilli

Omissione di atti di ufficio – elemento della richiesta di compimento dell’atto – insussistenza

22/01/2013 Ai fini dell’integrazione della fattispecie di cui all’art. 328, II comma, c.p. è necessaria una richiesta di compimento dell’atto che sia qualificabile come diffida ad adempiere e tale non può essere considerata una comunicazione che abbia i caratteri di una “circolare”. “Al riguardo si evidenzia che non può essere considerata “diffida” o “richiesta di compimento dell’atto”, ai fini dell’art. 328, co. 2 c.p., la comunicazione della Provincia di omissis del omissis, che, come si evince dai destinatari (la nota era indirizzata genericamente a tutti i soggetti coinvolti nel procedimento ex art. 7 DPR n. 203/1988) e dal contenuto (nella nota non si faceva riferimento ad uno specifico procedimento e si richiamavano i Sindaci della Provincia a rilasciare i pareri nei termini previsti). Tale nota sembra, invero, rivestire i caratteri di una “circolare” inviata a tutti i Comuni della Provincia per indicare la nuova autorità amministrativa competente al rilascio...

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