Tutte le sentenze
La presente sezione raccoglie alcune massime giurisprudenziali, in liti in cui è stato parte il nostro studio legale, considerate di particolare interesse.
In ogni massima le parti virgolettate riguardano estratti di sentenza, mentre per la parte restante trattasi di commento redazionale.
Oggetto: istanza di sequestro preventivo penale- omesso pagamento IVA- requisiti
22/01/2016
Il Pubblico Ministero propone appello avverso l’ordinanza di rigetto del sequestro preventivo nei confronti della società e dell’indagato per omesso versamento IVA nell’anno d’imposta 2012; in detta ordinanza il GIP rileva che il 1° comma dell’art. 12 bis del D. lgs. n. 74/2000 recita:” nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444c.p.p. per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto od il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.”
La disposizione prevede dunque, in primis, la confisca diretta del profitto o del prezzo del reato (salva l’appartenenza dei beni a terzi estranei), in subordine, qualora essa non sia possibile, la confisca per equivalente. Dopo un ampio excursus giurisprudenziale...
accoglimento ricorso
07/01/2016
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Con atto depositato in data xx.yy.zzzz , la Provincia di Pesaro-Urbino proponeva ricorso ex art. 98 c. II – 99 L. Fall. in opposizione allo stato passivo del fallimento Soc. C. in liquidazione s.r.l. - domande tardive - reso esecutivo in data xx.yy.zzzz e comunicato in data xx.yy.zzzz.
Con memoria di costituzione depositata in data xx.yy.zzzz, si costituiva il Fallimento della Soc. C. S.r.l. in liquidazione, in persona del Curatore p.t., contestando le tesi della Provincia e quindi ottenere l’accoglimento delle seguenti conclusioni: “Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, contrariis reiectis, per i motivi esposti in narrativa, rigettare il ricorso avversario in quanto del tutto inammissibile e/o infondato sia in fatto che in diritto. Con vittoria di spese e competenze di lite”. All’udienza tenutasi in data xx.yy.zzzz, la difesa della Provincia di Pesaro-Urbino si riportava integralmente al proprio ricorso in opposizione ed...
Produzione documentale in appello - Requisiti - Illiceità di interventi edilizi successivi a concessione edilizia - Inesistenza
18/12/2015
La sig. X conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Pesaro la sig. A, il sig. B e la soc. C. L’attrice chiedeva di dichiarare che i capannoni artigianali di proprietà dei convenuti facevano parte di un originario progetto unitario, assentito con C.E.; che A aveva realizzato un ampliamento senza l’autorizzazione degli altri comproprietari e che le aree a corte di tale immobile erano destinate a parcheggi e passaggi, con consequenziale condanna del medesimo A alla demolizione dell’ampliamento realizzato e al risarcimenti dei danni e con condanna della convenuta soc. C alla demolizione della recinzione a confine ed autorizzazione, in favore di essa attrice, alla diretta demolizione del cancello esistente fra la sua proprietà e quella di A. Si costituivano tutte le parti convenute contestando – sotto vari profili – l’avversa domanda attorea. La Soc. C eccepiva il proprio difetto di legittimazione passiva essendo proprietaria del capannone,...
- Vincolo inedificabilità assoluta ex art. 21 L. 1089/1939 - Notifica – Trascrizione – Inopponibilità ai terzi
03/11/2015
Gli attori acquistano un terreno, poi risultato sottoposto a vincolo storico-aldovo indiretto, ai sensi dell’art.21 della Legge 1089/1939, con decreto del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali del 30 novembre 1985, che sottoponeva il terreno ad un regime di inedificabilità assoluta.
Premesso quanto sopra, gli attori hanno invocato pronuncia di annullamento del contratto suddetto ai sensi dell’art.1429 cc ovvero di risoluzione di tale negozio ai sensi degli artt.1453 e 1455 cc ovvero, ancora, ai sensi dell’art.1489 cc., nonché domandato la condanna del convenuto alla restituzione del prezzo corrispostogli e al risarcimento dei danni patiti.
Si è costituito in giudizio il convenuto.
Il Tribunale ha così statuito.
“… Osserva il Giudicante che le domande degli attori devono essere rigettate per le ragioni di seguito indicate.
Rileva il Giudicante, in diritto, che il vincolo indiretto, di cui all’art.21 della Legge 1 giugno 1939 n.1089, può essere validamente opposto...
servitù di uso pubblico – servitù pubblica - differenza acquisto per usucapione – onere della prova – insussistenza dicatio ad patriam – volontà del proprietario
03/11/2015
Il Comune agisce per vedersi accertare l’avvenuta costituzione per usucapione del diritto di servitù pubblica sull’area adibita a parcheggio pubblico, in via subordinata accertare la costituzione di servitù pubblica per dicatio ad patriam dell’originario proprietario della medesima area sopra descritta.
La causa veniva istruita tramite l’assunzione di testimonianze e documenti.
Il Tribunale ha ritenuto non raccoglibile le domande svolte dal Comune per le seguenti ragioni:
“… occorre muovere da alcune considerazioni generali in ordine alla servitù di uso pubblico e, in particolare, evidenziare i tratti di differenziazione rispetto alla servitù pubblica.
Pur essendo entrambi gli istanti contemplati dalla norma di cui all’art. 825 c.c., il requisito della predialità connota unicamente la servitù pubblica che, come si evince dalla disposizione richiamata, presuppone la relazione tra il fondo servente ed il fondo dominante e, dunque, ricalca il modello di cui...
rigetto appello e conferma sentenza gravata
28/10/2015
La società a responsabilità limitata Alfa proponeva appello avverso la sentenza n. 64/09 emessa dal Tribunale di Pesaro, sezione distaccata di Fano, in data 11/02/2009, la quale aveva rigettato la domanda avanzata dalla società istante nei confronti di D.M. per il pagamento della somma di € 36.000,00, portata dalla fattura n. 45, emessa in data 01/08/2006 dovuta quale compenso per consulenza alla progettazione ed alla direzione dei lavori, “direzione aldova” e progetto dell’arredamento, restauro e decorazione degli interni di uno stabile di proprietà della D. denominato V.Z. e sito in Gamma Via C. N. n.
Si costituiva la D.M. che osservava l’infondatezza del gravame nel merito e ne chiedeva il rigetto.
Con ordinanza depositata in data xx.yy.zzzz il Collegio rigettava la richiesta di ammissione prove avanzata dalla ditta appellante; all’udienza del xx/yy/zzzz, raccolte le conclusioni delle parti, la causa veniva trattenuta a sentenza.
Il giudice di prime cure, dopo...